GDR al Buio: Tiriamo le Somme!

Artwork di Copertina: “Risks and Rewards” di Ben Wootten

Buio in sala, parte lo spiegone del PNG…

La locandina originale di GDR al Buio.

It’s been a long ride, my friends! Quanto iniziai il GDR al Buio era un caldo martedì settembrino e alla fumetteria Supergulp di Pavia si parlò con qualche cliente e basta: non giocammo, ma ero sicuro che il format avrebbe preso piede, specialmente dopo essermi confrontato con Edoardo e Sebastiano, il gestore della fumetteria, che propose il cambio serale al mercoledì o al giovedì sera (e che ringraziamo per l’enorme gentilezza che ci ha sempre riservato).

Era anche difficile spiegare cosa fosse il GDR al Buio all’epoca. Ho fatto una pagina su questo blog per spiegarlo, ma in breve l’idea era quella di proporre giochi di ruolo a scatola chiusa unendo il classico appuntamento al buio all’hobby più nerdistico che io conosca (nella mia umile opinione, sia chiaro). Un appuntamento al buio perché i giocatori sarebbe venuti senza conoscersi realmente: era pensato per lavoratori stanchi di organizzare sessioni, hardcore players che “ruolano duro sempre” e giocatori rimasti senza un party con cui ammazzare draghi e tempo.

Trentaquattro (34!) GDR al Buio dopo, ieri sera, eravamo in otto giocatori su una decina di prenotati e il numero è ormai da qualche mese fermo attorno a questa cifra. Sebbene durante questi otto mesi ci siano stati diversi afficionados che hanno iniziato a partecipare con ampia frequenza, ogni 2-3 sessioni del GDR al Buio c’è sempre qualche faccia nuova o qualche faccia che non si vedeva da tempo. Ed era anche questo il nostro intento, ovvero non obbligare le persone a partecipare per forza ad ogni appuntamento.

Generiamo le statistiche del Buio

Come riassumere l’esperienza del GDR al Buio? Attraverso alcuni freddi e al contempo eccitanti dati numerici. Nel giro di 34 sessioni uniche, più una 35° esclusiva per i nostri giocatori più frequenti, abbiamo visto al tavolo più di 160 giocatori unici. Scusatemi: PIU’ DI 160 GIOCATORI UNICI. In questi appuntamenti solamente due sono saltati (il primo e il quinto appuntamento) e solo 4 sessioni (meno del 15%) hanno avuto tra 2 e 3 partecipanti. Il numero di giocatori si è incrementato sempre di più, con picchi di 10+ giocatori in tre occasioni (dopo la ventesima sessione). Abbiamo avuto una media di cinque giocatori per sessione.

Abbiamo giocato più di 35 giochi di ruolo diversi, grazie alla possibilità di avere due master in alcune serate e anche di avere giochi anche per 2 giocatori. Abbiamo stilato una piccola lista dei titoli che abbiamo visto al tavolo, elencati in ordine di ricorrenza ai nostri eventi. Tendo a precisare che alcuni dei titoli inclusi nella lista sono giochi in betatesting, altro elemento di forza di GDR al Buio: abbiamo sempre voluto sponsorizzare nuovi giochi e il Buio è un ottimo campo di playtesting! (Nota: ogni gioco è stato collegato alla pagina Facebook dello stesso, oppure alla pagina dell’editore o al sito dell’autore qualora non fosse possibile).

Ma come mai GDR al Buio ha ottenuto questi numeri? Ho riassunto tutto in tre fattori.

Primo fattore: costanza

Avere un luogo e un orario fisso ripaga sempre. Non mancare mai una sessione di GDR al Buio ha permesso di guadagnare, appuntamento dopo appuntamento, una certa credibilità e soprattutto ha generato un rituale che continuerà a settembre, dopo la pausa estiva. Già una interruzione era stata compiuta tra la fine di dicembre e i primi di gennaio per le vacanze invernali, pausa che non ha intaccato l’afflusso di giocatori.

Giocando sempre al solito luogo, più o meno negli stessi orari, ha avuto anche il vantaggio di creare un porto sicuro dove le persone potessero ritrovarsi anche qualora non ci fosse stato un contatto sui social network: l’alternanza tra mercoledì e giovedì sera non ha causato troppi problemi e, anzi, ha permesso di avere più pubblico – chi non poteva giocare al mercoledì attendeva la giocata del giovedì per tornare al nostro tavolo.

Secondo fattore: organizzazione

Ovviamente, dietro alla costanza c’è anche una abile capacità di teamworking! La capacità organizzativa tra me e Edoardo è aumentata durante gli episodi del Buio, perché abbiamo imparato dagli errori – e vi posso assicurare che è necessario essere più d’uno a gestire una iniziativa come il Buio! Costruiamo il Buio partendo dagli eventi di Facebook, un ottimo sistema per tener computo di coloro che partecipano. Abbiamo organizzato un gruppo di Whatsapp per coloro che frequentano il Buio, in modo da avere conferme di partecipazione e sapere quante schede stampare. Ci confrontiamo sulle avventure e sulle nostre produzioni per le varie sessioni: fidatevi, dietro c’è un grande lavoro di costruzione delle one shot.

Raffaele Vota e OSOK al GDR al Buio.

Ovviamente abbiamo dovuto collaborare anche con altri Master, esterni al nostro duo, che vorremmo ringraziare calorosamente per il loro apporto: GDR al Buio è infatti aperto anche a coloro che, anziché calarsi nei panni di un personaggio, vogliono raccontare storie. Il primo a collaborare con noi è stato Raffaele Vota, conosciutissimo autore di One Shot One Kill alias OSOK! Chi di voi è stato al Free RPG Day avrà sicuramente visto un gdr con bossoli e monete: lasciatevi dire che ogni sessione di OSOK è un vero viaggio mentale.
Il secondo a collaborare come Master è stato Samuele, che ha masterato una sua campagna di Dungeons & Dragons 5 edizione lasciandoci tirare il fiato per una settimana. Samuele è tornato comunque più volte al Buio come giocatore, fino a quando non è dovuto partire all’estero per motivi di studio: un augurio da tutti noi per questa tua esperienza, speriamo di rivederci presto!

Teamwork significa anche organizzazione tra Master e giocatori: bisogna sapere come gestire eventuali missing players così come giocatori dell’ultimo minuto. È importante organizzare anche gli imprevisti e sicuramente avere un ottimo rapporto con i giocatori aiuta moltissimo.

Terzo fattore: accessibilità

Inizialmente pensavo che le persone fossero contente di provare nuovi giochi di ruolo, sconosciuti e anche in fase di test. In realtà non è solamente la possibilità di partecipare a sessioni di nuovi gdr a far gola ai giocatori, quanto di poterlo fare in un ambiente “sicuro”. Parlavo di credibilità: ebbene, è quella, costruita sessione dopo sessione, a darci la possibilità di proporre titoli anche molto difficili da digerire al primo momento. Il GDR al Buio diventa così un “luogo” accessibile a tutti grazie alla sicurezza della sua gestione.

Accessibilità significa anche avere a disposizione dei giocatori che si aprono alla possibilità di nuove esperienza, ovviamente; ed è stato bellissimo vedere i nostri giocatori apprezzare sia titoli work in progress, sia titoli molto distanti dalla loro esperienza, come Sonder oppure The Quiet Year. Abbiamo avuto anche nuovi giocatori assoluti, neofiti che hanno iniziato a ruolare con noi e che hanno dimostrato nel modo più pratico possibile che il Buio è davvero accessibile a tutti quanti.

Vinta la battaglia, ora alla guerra!

Il Buio è stato dunque una esperienza fantastica, sia per noi che per i nostri giocatori! Certamente così tanti appuntamenti ci hanno dato modo di riflettere anche su ostacoli ed errori che abbiamo incontrato e che rappresentano i punti critici su cui voglio concentrarmi in futuro.

Il primo elemento del GDR al Buio da migliorare è la gestione del tempo delle one shot, che spesso siamo stati costretti a chiudere prima del vero finale. Certo, ci sono gdr che non possono essere giocati in una singola sessione e per questo abbiamo deciso di portarli nel modo più completo possibile, giocando una parte di una campagna o quanto più possibile. Tuttavia in altre occasioni abbiamo dovuto finire prima del tempo e questo ci farà riflettere su come portare avanti le one shot.

In parte il primo problema può essere risolto con una riflessione sul secondo ostacolo, ovvero la sovente ripetitività dell’evento: giocare solo one shot può diventare noioso e questo significa trovare alternative. Una di queste, che abbiamo comprovato una sola volta, è quella di creare delle microcampagne di 2-4 sessioni da giocare con gli stessi che erano presenti la prima volta. Questo solleva il problema di cosa fare se si presentano ulteriori giocatori ed è qui che subentra la bellezza di avere 2 master (ne vorremmo anche di più, onestamente).

L’ultimo problema che voglio sollevare è quello della costante innovazione dei giochi. Nel senso: ci piace cambiare gdr ad ogni sessione, ma questo significa anche… scovare nuovi gdr! A Modena abbiamo potuto mettere le mani su 7th Sea e Shintiara, ma lo scarso tempo di lettura che ci rimane tra organizzazione e progetti personali ci ha impedito di portarli: in realtà averli come nostre armi avrebbe fatto molto comodo, ma ahimé il tempo è quello che è. Ovvero scarso.

Cosa ha dato il GDR al Buio a noi Master?

Personalmente credo che masterare ogni settimana o quasi una one shot sia un allenamento enorme e mi ha permesso di notare… i miei punti deboli. Mi sono divertito a masterare, ma al contempo ho potuto stare più allerta rispetto alle campagne prolungate perché le storyline erano più semplici. Ho notato che, come affronterò prossimamente nelle Idee Salvachiappe, il finale delle avventure e la gestione dei nemici, che sovente rimangono nella mia idea troppo stereotipati.

Quanto per Edoardo, per lui l’opportunità di provare molti giochi nuovi con altrettanti giocatori è stato l’elemento migliore dell’iniziativa, insieme ovviamente alla possibilità di sperimentare ed esplorare. In particolare ciò gli ha permesso di comprendere cosa fa per lui e cosa può aiutarlo a migliorare come master e come intrattenitore.

E per quanto riguarda i nostri giocatori

…un sentito ed enorme GRAZIE da parte nostra! Speriamo vi siate divertiti e che possiate tornare ancora ai nostri tavoli a ruolare con noi!

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Chiamata alle armi

E questo è quanto! Abbiamo già avuto modo di essere contattati o di contattare amici giocatori di ruolo per esportare il GDR al Buio e l’idea è quella di formare un piccolo crocchio di master un po’ in tutta Italia che possano trovare un luogo dove organizzare le sessioni, sfruttandoci in parte come “condivisori” di materiale. Eventuali avventure o materiali da noi creati per le nostre sessioni saranno a disposizione, così come il regolamento dell’iniziativa (in aggiornamento) potrà essere usato senza problemi.

Qualora invece foste della zona di Pavia e voleste partecipare al Buio, riprenderemo ufficialmente gli eventi quest’autunno, a settembre!


[1] Una mia personale ambientazione per D&D 5a in cui le razze fantasy classiche sono state rinchiuse e controllate da elfi corrotti chiamati Kalworn.

[2] Una mia personale ambientazione giocata su sistema Powered by the Apocalypse che racconta storie del prossimo futuro, in cui l’umanità, estesasi su tutto il sistema solare, deve difendersi da minacce esterne.

[3] Finalista alla 200 words rpg challenge del 2017.

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