Intervista Doppia a Radio GdR!

10933074_10204692831833777_1452228382_nTra giovedì e venerdì della scorsa settimana ho avuto il piacere di intervistare Francesco Iafrate e Andrea Sommi del neonato canale YouTube Radio GdR. Andrea è un amico ritrovato per caso tramite una serie di articoli su GdRItalia, della stessa rubrica per la quale ho iniziato – sempre casualmente – a scrivere anche io. Francesco invece me l’ha presentato proprio Andrea e la nostra ora su Skype è diventata un pomeriggio intero alla scoperta di passioni comuni. Ecco un breve riassunto delle domande che ho posto loro e delle risposte che mi hanno dato.

SpiritoGiovane: «Qual’è lo scopo del vostro canale?»
Francesco Iafrate: «Narrare. Credo ci sia sempre questo dietro una immagine, sono convinto che essa esprima più delle parole e che si possa raccontare anche solo attraverso di esse. Inoltre, narrare spunti narrativi tramite immagini è lo scopo vero e proprio. Con l’immagine si può anche ingannare, una azione che sta alla base anche del gioco di ruolo. Intendo “inganno” senza alcuna accezione negativa: far finta che, illudere e anche stupire». Andrea Sommi: «Nel suo piccolo, il canale serve a portare ad altri la nostra passione del gioco di ruolo attraverso spunti storico-narrativi. Abbiamo deciso di dare questo format con storie misteriose raccontate in modo altrettanto misterioso per fornire una certa identificazione tra giocatore e personaggio parlante, tra master e radio». 
SpiritoGiovane: «Perché video su youtube?»
Francesco Iafrate: «Il mondo degli youtubers si sta settando su contenuti e pubblico ben specifici. Io seguo da tempo questo ambiente, ne discuto con amici e noto che abbiamo due tipi di approcci. Uno è volto a rendere maturi i contenuti, l’altro a spingere sull’autore del canale. Io vorrei costruire un pubblico lentamente, così da fidelizzare le persone e avere un contatto diretto. Vorrei anche “godermela” ora che ci sono relativamente pochi iscritti, sempre però impegnandomi per una certa professionalità a cui corrisponde anche un migliorarsi, diventare sempre più bravo nel curare ogni aspetto». Andrea Sommi: «Anche io seguo la community che s’è formato, conosco l’ambiente da qualche anno. Per il format che abbiamo scelto, youtube si prestava benissimo: è stato il posto ideale da cui iniziare, la piattaforma più immediata e semplice a cui pensare. Per me è anche una occasione per vedere com’è costruire un canale, ovvero cosa sta dietro al lavoro degli youtubers che prima seguivo come “spettatore”». 
SpiritoGiovane: «I vostri spunti avranno limiti di genere e sistema di gdr?»
Francesco Iafrate: «Per quanto mi riguarda non ho alcun limite specifico. Preferisco il genere gotico e l’horror, incontra maggiormente i miei gusti; così come tutto il genere delle storie di mistero, delle avventure verso l’ignoto. Mi piacciono quei giochi di ruolo con ambientazione storica, ma sotto cui c’è dell’altro da rivelare. Poi a me piace sperimentare e qui ritorna in gioco l’inganno, la finzione, il falsificare la realtà: se l’argomento rientra in questa macrocategoria, per me è perfetto». Andrea Sommi: «Gli spunti sono costruiti per qualsiasi sistema, almeno: qualsiasi di cui abbia nozione! Non guardo solo alle ambientazioni atmosferiche come un Kult o un Call of Cthulhu, ma anche a giochi come Mondo di Tenebra e il classico fantasy alla D&D. Non metto in dubbio che, in futuro, si farà riferimento a giochi come CyberpunkNumenera, che si discostano un poco dal setting che ti viene in mente guardando il nostro primo episodio. Dipende molto anche dall’argomento, dalla notizia da cui scaturisce tutto». 
SpiritoGiovane: «Come hai scoperto il gioco di ruolo?»
Francesco Iafrate: «Un’esperienza particolare, la mia. Io sono della provincia di Roma, non ho avuto il contatto con la grande città e la prima volta che ho visto un negozio di giochi è stato quasi magico; all’epoca andava molto Warhammer e il gioco di miniature. Poi ho scoperto il mondo dei giochi di ruolo attraverso questo negozio ed è stato come iniziare a vivere le proprie fantasie. Credo mi sia rimasto addosso perché corrispondeva anche alla mia voglia di mettere le mie fantasie su carta. Purtroppo è durato poco, il negozio ha chiuso i battenti; ho riscoperto tutto poco dopo col play by chat e sono tornato a giocare». Andrea Sommi: «C’era una volta un bimbo di sei anni che vedeva suo fratello radunarsi attorno ad un tavolo con i suoi amici; e uno di loro raccontava una storia e gli altri narravano cosa accadeva ai loro personaggi. Ho iniziato a giocare concretamente a 10 anni con la scatola rossa di D&D e continuo tuttora, ampliando ogni volta il mio parco giochi. Per carità, D&D rimarrà sempre un prodotto valido, è un prodotto valido. Però a volte non si adatta alle atmosfere e a ciò che vuoi provare giocando – e io ho iniziato a prediligere i gdr di tensione e forte atmosfera. In D&D c’è sempre il concetto del “fuori dall’ordinario”, mentre altri gdr permettono di spaziare maggiormente. Infine, D&D è immediato, ma tanto (o tutto) è il tiro di dado, poco spazio è dato all’interpretazione». 
SpiritoGiovane: «Il primo video com’è stato?»
 Francesco Iafrate: «Impegnativo nel gestire il livello tecnico, la parte di registrazione, editing, conversione… ma mi sono divertito. Spero che si capisca che sotto alla radio, sotto a me e al cielo stellato che si vede dietro, c’è qualcosa. C’è un messaggio ben preciso e concepito prima della pubblicazione del video stesso. La radio avrà un legame più esplicito in futuro col video – rimane per me il simbolo più forte da collegare al gioco di ruolo. Credo che la terremo anche perché Andrea è lontano da me e per ora i mezzi che abbiamo sono quelli che avevamo in camera quando abbiamo avuto l’idea di buttarci sul canale. Col tempo cercherò personalmente, ma anche insieme ad Andrea, di trovare soluzioni ad hoc e sempre innovative; professionali. Sui contenuti lascio parlare Andrea, dico solo che sotto c’è una fame di storia e di storie notevole».
SpiritoGiovane: «Allora, perché spunti e non recensioni o interviste?»
Andrea Sommi: «Di primo acchito sembrerebbe difficile integrare il tutto nel format che abbiamo scelto. Molte idee le ha avute Francesco, come quella centrale della radio; ci si cala molto bene all’interno del video così. Il master è rappresentato adeguatamente dalla radio perché, sebbene siamo abituati a vederlo come persona fisica, a volte si strania, diventa “altro” durante le partite. Questo però non significa che lo stile “narrativo” ci impedisca di fare altro! Per le recensioni abbiamo in realtà già qualche idea e fin da subito è stato chiaro che volevamo introdurre video di tipologia differente. Gli spunti: non ho mai adorato le avventure preconfezionate. Inoltre, il genere che attualmente prediligo stuzzica l’immaginazione dei master senza però dar loro ogni singolo dettaglio».

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