L’Artista dietro al GDR – Davide Quaroni

Buon giorno cari lettori, è Spirito Giovane a parlarvi! Questo incipit quasi biblico (LOL) serve per introdurre l’ormai classico appuntamento con la rubrica “L’Artista dietro al GDR“, con un gradito ospite della scuderia di Acchiappasogni (e non solo, come vedremo) a rispondere alle nostre domande: Davide Quaroni! Ho avuto modo di intervistarlo di fronte ad una birra e un bretzel faccia a faccia e chiedergli di più sui suoi lavori.

Come al solito prima di lasciarvi all’intervista, vi ricordo che le immagini sono state gentilmente concesse dall’intervistato, anche tramite il suo Profilo Deviantart!

Buona lettura!

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La fantastica copertina di Darkmoor!

Storie di Ruolo (SdR): «Come sei diventato disegnatore?».
Davide Quaroni: «Ho sempre disegnato, fin da quando ho memoria. Da piccolo la particolarità è che, volendo disegnare delle storie, essendo attratto dal fumetto, inventavo i personaggi, li disegnavo e poi gli facevo interpretare storie prese da Topolino – conscio di non essere tanto capace narrativamente. Sono sempre stato autodidatta e verso l’adolescenze ho un po’ abbandonato il disegno fino a quando non ho conosciuto Luca De Marini. Per me era un hobby all’epoca, ma venendo a conoscenza del mondo di Destino Oscuro e dei giochi di ruolo mi sono appassionato. Ho pensato di riprendere il disegno seriamente per esplorare questo nuovo mondo – o questi nuovi mondi – che mi stava facendo conoscere. Ho seguito dei corsi di illustrazione e ho continuato su questa linea».

SdR: «Qual è stato l’impatto col mondo dei giochi di ruolo».
Davide: «Io ho avuto una breve esperienza con Dungeons & Dragons – posso vantare ben una sessione di gioco! [ride, ndr] Poi ho perso la mano sui cartacei, mentre ho esplorato i LARP, con una sorta di sistema e ambientazione che richiamavano D&D. Tra l’altro, anche se ero disegnatore, non ero mai stato a Lucca o a delle fiere del fumetto quindi per me il gioco di ruolo cartaceo era praticamente sconosciuto. Mi è piaciuto subito quel mondo, mi è sembrata una passione molto sana: ho visto gente appassionata a questo genere d’intrattenimento, trovandomi bene e divertendomi tanto. Ho giocato tantissimo a Destino Oscuro – non tanto quanto avrei voluto, in realtà. Poi essendo comunque socio di Acchiappasogni dovevo alternarmi tra gioco e necessità dell’associazione».

SdR: «Cosa adori o preferisci del campo dei giochi di ruolo?».
Davide: «Essendo principalmente legato al gioco di ruolo vicino al videogame, a me interessano molto le meccaniche; vedo l’interpretazione come qualcosa di secondario, anche se è qualcosa che sono consapevole non sia di moda affermare! [ride, ndr] Mi concentro quindi proprio su come si eseguono le azioni o come si incastrano le regole. Magari sarà anche il mio lato informatico che mi porta a pensarla così, non so».

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Lynn, uno dei personaggi di Agon WWII.

SdR: «Qual è stato il lavoro più particolare, a cui tieni?».
Davide: «Ti direi Agon WWII. Per me è stato un lavoro importante graficamente perché ho potuto caratterizzare tutti i personaggi. Mi ha colpito perché i personaggi, pur riprendendo o richiamando quelli di picchiaduro famosi, avevano una personalità che l’autore, Marzio Morganti, aveva costruito bene: non solo per carattere o background, ma anche piccole chicche che aiutano come associare una canzone o un simbolo al personaggio stesso. Soprattutto l’associazione tra personaggio e canzone ha spinto molto la realizzazione degli art work e mi ha colpito. Dal punto di vista tecnico, inoltre, mi aiutato a crescere perché ho sperimentato uno stile più realistico rispetto a quanto fatto fino a quel momento. Penso di aver fatto uscire personaggi più credibili rispetto a quelli fatti fino a quel momento».

SdR: «Che tipi di tecniche preferisci?».
Davide: «Come stile di disegno parto sempre da carta e matita, non riesco a fare sketch al computer. Però di solito una volta ottenuto una base scannerizzo tutto e continuo su una Wacom Cintiq. Gran parte del lavoro lo faccio in digitale, inchiostrando se serve oppure passando direttamente al colore. Cerco sempre di avere uno stile pittorico o vicino a questo, anche se dipende dal contesto: ad esempio in Darkmoor, con uno stile fumettistico richiesto dall’ambientazione, preferisco una colorazione più tradizionale e tinte piatte. Una cosa che mi piacerebbe inoltre fare è riprendere lo stile inchiostrato puro, bianco e nero, che avevo usato nei miei primi lavoro – ovviamente riadattandolo alle mie capacità e al mio gusto di oggi. Credo che ci siano dei manuali, come Evolution Pulse, che lo usano molto bene e creano delle atmosfere difficilmente ricreabili altrimenti».

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Un artwork per “Il Mondo di Tellus” di Alberici.

SdR: «Quali progetti hai realizzato, anche esterni al gioco di ruolo?».
Davide:«Sempre all’interno del campo del gioco di ruolo ho avuto una collaborazione con Davide Alberici per Il Mondo di Tellus, un setting per diversi sistemi, e ho anche collaborato ai Mondi di Fate sia per la copertina che per alcune artwork interne. Accanto a questo e al di fuori dai gdr vorrei tanto tornare alla mia originaria passione che è il fumetto. Mi piacerebbe pubblicare una graphic novel, un progetto che ho sviluppato personalmente ma che, a parte alcuni studi di personaggi e file di word, ho purtroppo ancora nella mia testa. Causa tempo e lavoro, nonché l’impegno come disegnatore per il mondo dei giochi di ruolo, questo rimane per ora un desiderio – ma non si sa mai!»

SdR: «Quale altre arti hai coltivato nella tua vita?».
Davide: «Il “musicismo”! [ride, ndr] Sono sempre stato appassionato di musica, ho studiato piano per tre anni quando ero alle medie e successivamente mi sono appassionato al metal; quando è stato il momento di formare una band sono stato incastrato nel ruolo di tastierista che è l’unico ruolo che nessuno vuole fare! Primo perché sei quello che trasporta una delle strumentazioni più pesante, secondo perché sei l’unico fermo sul palco. [ride, ndr] A parte gli scherzi: ho continuato su questa linea e con la mia band, Necroart, ho pubblicato tre LP più o meno tra 2000 e 2014. Per ora ho abbandonato per necessità di lavoro, sia ufficiale che gdrristico, però ho qualche progetto locale che… dai, per ora non sveliamo, un po’ di mistero!»

SdR: «Altro della tua vita?».
Davide: «Dunque: ho appena cambiato la mia vita lavorativa, adesso sono a tutti gli effetti uno sviluppatore di software e uno dei motivi che mi hanno convinto a fare questo radicale cambio di vita è stato anche la speranza di avere più tempo libero rispetto a prima e curare così maggiormente la passione per il disegno e l’illustrazione».

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