Shadow of the Demon Lord: Recensione giocata!

Ho sentito di Shadow of the Demon Lord circa un anno fa durante una pausa caffè, mentre un collega entusiasta me lo descriveva come il gioco definitivo. Sebbene riponga un’alta stima del giudizio del mio collega, lo stesso non si può dire delle mie capacità di intendere prima del primo caffè della giornata, per cui mi sono ripromesso di scriverne una recensione se mai avessi avuto occasione di provarlo. L’imminente Kickstarter dell’edizione italiana è stata un’ottima occasione per giocarlo lo scorso mese con il mio gruppo di gioco più stabile.

Disclamer: I termini che da qui a seguire trovate in corsivo sono quelli specifici del gioco e si riferiscono all’edizione inglese (verranno aggiornati non appena l’edizione italiana sarà disponibile).

Aggiornamento al 15/09: Il kickstarter è ufficialmente live!

Una partita a Shadow of the Demon Lord

Il Setting: sotto la Shadow of the Demon Lord

 

La mappa del setting di Shadow of the Demon Lord

Shadow of the Demon Lord promette avventure orrorifiche scandite da dilemmi morali, immerse in atmosfere cupe e senza speranza. Il gioco mantiene la parola catapultando i giocatori in un mondo alla fine dei suoi giorni, una terra dimenticata dagli dèi, dove il potere temporale è collassato e il Demon Lord ha trovato il modo di attraversare la parete che lo confinava nel Void, scatenando la sua ombra ed i suoi lacché sulla Land of Rûl. Il setting nel manuale base si sviluppa attorno a questi pilastri chiave e a pochi altri, come ad esempio la presenza sia di magia che di tecnologia avanzata e la credenza che le anime che non si sono corrotte durante la vita subiscano infiniti cicli di reincarnazione. Al di là di questo, c’è una descrizione geografica minima delle Land of Rûl, descrizione che viene solitamente approfondita nei moduli avventura.

La cosa veramente degna di nota è come il sistema si adoperi per supportare attivamente i pilastri di ambientazione.

  • I tiri di Insanity mi hanno fatto storcere il naso la prima volta che li ho letti, ma il loro effetto meccanico (il personaggio è paralizzato dalla paura in modo proporzionale all’Insanity accumulata) porta i giocatori ad avere consapevolezza dell’orrore. Ho particolarmente apprezzato la possibilità per il Giocatore di prendere dei Quirks per abbassare il proprio punteggio di Insanity ed evitare di impazzire completamente (con conseguenze tragiche).
  • La Corruzione si guadagna in caso di azioni particolarmente nefaste, come un omicidio efferato o l’uso di discipline magiche proibite, e si manifesta con effetti visibili, talvolta anche eclatanti. Nel caso il Personaggio di un Giocatore muoia, però, la Corruzione accumulata passa al suo nuovo PG, che è un’ottimo uso di una metatecnica per ricordarci l’infinito ciclo di reincarnazione delle anime.
  • Due delle razze base giocabili sono il Clockwork, un costrutto meccanico dal gusto spiccatamente steampunk, ed il Changeling, che ha la possibilità di assumere le sembianze di qualunque altro umanoide.
  • La Shadow of the Demon Lord non è solo un’elemento di ambientazione! Nel capitolo del  Game Master viene spiegato come introdurre questo elemento nelle proprie campagne tramite un crescendo di eventi apocalittici che guideranno il mondo verso la fine che è stata promessa. Utilizzare l’ombra è anche un ottimo sistema in mano al GM per bilanciare la sfida con l’aumento del livello e delle capacità dei Personaggi.

In questo senso Shadow of the Demon Lord è un gioco molto coerente con le sue premesse. Inoltre, come forse avrete potuto intuire, rende facile personalizzare il mondo di gioco fino a costruirne uno proprio attorno a questi elementi orrorifici.

Il Sistema: essenzialmente elegante

Scheda PG di Shadow of Demon LordIl sistema di gioco si basa su una matematica molto semplice e punta ad evitare tutti i tiri di dado non necessari (se avete giocato DnD 5e troverete sicuramente qualche similitudine). Il sistema di skill è stato soppiantato a favore di uno di Professions, che garantiscono un successo automatico o l’utilizzo in una prova di uno o più Boons (d6 che vengono tirati assieme al d20, al quale si somma il risultato maggiore) qualora ricada nella sfera di competenza della professione. La difficoltà delle prove è inoltre fissa a 10: una scelta che, assieme a quella precedente, semplifica la gestione sia per Player che per GM e permette di limitare le parti più “crunch” al combattimento.
Veramente interessante e moderna la regola (nel manuale viene indicata come opzionale, ma io consiglio di usarla sempre) di poter rinunciare ad un Boon in cambio di un “Fallimento, ma…” oppure rinunciare ad un Bane (il contraltare del Boon, in questo caso il d6 si sottrae dal d20) in cambio di un “Successo, ma…”, soprattutto perché in questo caso l’esito viene deciso da player e gm assieme.

Boons Banes vengono sfruttati anche nella parte del combattimento, sia nella mezza dozzina di manovre generiche, sia nelle specifiche abilità dei Personaggi. Il combattimento a Shadow of the Demon Lord è, a tutti i livelli di gioco, estremamente mortale: nelle avventure pregenerate certi incontri sono a limite del punitivo e sono abbastanza sicuro che servano per insegnare ai Giocatori che non tutto può e deve essere affrontato, più che per fornire una sfida interessante.
Da buon giocatore da tavolo “german” ho particolarmente apprezzato l’assenza del tiro di iniziativa: l’ordine di combattimento si determina scegliendo tra Fast TurnsSlow Turns, aggiungendo un bel livello di strategia allo scontro e contribuendo, parallelamente, a snellire le meccaniche.

 

La Storia: una “toolbox” ben fornita

Worldbuilding in Shadow of Demon LordLa creazione del Personaggio è sempre di stampo tradizionale. Si scelgono l’Ancestry (cioé la “razza”, tra Umano, Goblin, Orco, Clockwork e Changeling), le Professions ed il Background: per quest’ultimo ci sono tabelle su cui potete tirare o prendere spunto, io personalmente  le ho usate per fare tutti i miei personaggi. Ad affiancare i background nell’arduo compito di costruire una “motivazione di gruppo” c’è la regola (purtroppo, ancora opzionale) delle Relazioni tra Personaggi: devo ammettere che avrei voluto una meccanica più profonda per questo aspetto, ma che la cosa sia considerata è comunque un ottimo segno.
Forse la cosa veramente peculiare è che il Path (cioé la “classe”) si sceglie dopo la fine della prima Adventure: i Personaggi infatti iniziano di livello Zero e, in alcuni moduli prefatti, c’è addirittura la regola opzionale di indirizzare il personaggio verso uno dei 4 Novice Path. Dopo la scelta del primo livello i Giocatori potranno scegliere un Expert Path e un Master Path: con i livelli superiori di Path le opzioni si moltiplicano in modo esponenziale e sono sicuro che possano soddisfare gli appetiti di molti appassionati di “character build” – di contro le opzioni sbloccate per livello sono al massimo un paio, e di conseguenza il gioco rimarrà semplice e gestibile anche ai livelli più alti.

La parte del master è stata una piacevole sorpresa. Oltre a consigli su come rendere gli scenari sfidanti ed orrorifici (la sopracitata Shadow of the Demon Lord), che sinceramente mi aspetto da un gioco con queste premesse, ci sono anche una serie di consigli su come costruire le proprie Adventures e la propria Campaign in modo efficace, utilizzando strutture narrative funzionali. Anche le oltre cinquanta pagine di Bestiario non stonano e contribuiscono a rendere il lavoro del GM più leggero – soprattutto se si è pigri, come il sottoscritto.

Il gioco è pensato per giocare Adventures di circa 4 ore, e al termine di ciascuna si passa al livello successivo. Di conseguenza una Campaign intera parte da livello 0 e finisce a livello 10, il massimo, per un totale di 11 sessioni.
Non approcciatelo quindi come un gioco per fare campagne lunghe degli anni, anche perché, parafrasando le parole degli utenti della community in lingua inglese, Shadow of the Demon Lord è pensato per giocatori ormai adulti, che devono conciliare il gioco con lavoro e impegni.

In Italia: tramite Kickstarter

Anche l’edizione originale inglese del gioco è stata finanziata su Kickstarter, e Wyrd Edizioni ripeterà tutto anche per la localizzazione (Orario di Inizio previsto: 15 Settembre 2017 h8:00). Gli acquisti su Kickstarter hanno qualche rischio riguardo le tempistiche, ma quelle di localizzazione sono intrinsecamente molto sicure: vi consiglio caldamente di partecipare se siete intenzionati all’acquisto, soprattutto perché si parla di ritiro al Lucca Comics 2017. Il materiale a cui si riferirà il kickstarter sarà il “Core Set” dell’edizione inglese, cioè né più né meno quello che ho usato io per giocare. Il gioco prevede anche parecchio materiale aggiuntivo – materiale che, Wyrd conferma, verrà completamente localizzato con il tempo.

Buone avventure nelle Land of Rûl
Edoardo 

4 thoughts on “Shadow of the Demon Lord: Recensione giocata!

    1. Ciao Francesco! Ho risposto sotto a Red Dragon per quanto riguarda gli slow turns 🙂
      Per quanto riguarda il movimento, ogni personaggio e mostro del Bestiario ha un valore di Pace. Sono distante concrete, anche se nella mia esperienza non ho sentito il bisogno di una griglia di combattimento 🙂

  1. Se devo essere sincero, questo gioco mi interessa poco. Tuttavia mi ha incuriosito la questione Fast Turn, Slow Turn: mi potresti spiegare in che consiste.

    Ciao 🙂

    1. Ciao Red Dragon!
      E’ molto semplice. Anziché tirare l’iniziativa, l’ordine di combattimento è statico in questo ordine: Fast Turn PG – Fast Turn PNG – Slow Turn PG – Slow Turn PNG.
      La differenza tra i due turni è che in un Fast Turn è possibile soltando muoversi O attaccare, mentre gli Slow Turn sono turni più completi in cui è possibile effettuare movimento+azione.
      C’è inoltre il concetto di “triggered action”, ovvero una azione che po’ essere scatenata e spesa da un evento (il classico attacco di opportunità) oppure da una abilità del Personaggio.

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